Sindrome dello stretto toracico

Voglio parlare della sindrome dello stretto toracico, un caso che sto trattando attraverso alcune tecniche quali: la Riflessologia plantare, abbinata alla massofisioterapia. Vi spiegherò la parte anatomica, articolare, vascolare, e la metodologia di lavoro, informandovi dei progressi fatti durante i vari trattamenti.

La sindrome dello stretto toracico è un quadro patologico da compressione neurovascolare a carico della radice degli arti superiori. Gli arti superiori sono innervati dal plesso brachiale e vascolarizzati dalle arterie succlavie che si trova appunto a questo livello. Tale fascio vascolonervoso può essere compresso nel suo decorso in tre punti, ognuno sostenuto da una causa ben precisa o comunque frequente: in direzione prossimo-distale si individua il triangolo interscalenico, lo spazio sottoclavicolare o costo-clavicolare e lo spazio subcoracoide, sotto al muscolo piccolo pettorale.

I sintomi sono spesso causati dall’abduzione delle braccia. Dal lato neurologico abbiamo dolore, intorpidimento, parestesie, e/o senso di debolezza, mentre sintomi di tipo vascolare sono dolore, perdita di polso, arto freddo e pallore. La diagnosi è clinica, ma può essere supportata dall’ecografia doppler o da esami radiologici come l’angiografia sotto carico.

Quando la paziente è arrivata da me soffriva di dolore alla spalla e aveva  tutti i sintomi riportati sopra. Con un intervento di Riflessologia Plantare ho lavorato le zone sintomatiche: l’articolazione scapolo-omerale sinistra, colonna cervicale destra e sinistra, articolazione sterno clavicolare, margine superiore del trapezio, poi sono intervenuto con un lavoro sulle zone causali: colonna dorsale superiore, colonna lombare, braccio fino al gomito, cingolo scapolo omerale con lo sterno, fegato e colecisti (relazione segmentale con il cingolo scapolare).

Sono intervenuto anche sul sistema nervoso centrale per poter allentare più possibile le tensioni interne sia muscolari che viscerali, lavorando poi il connettivale, e tutti i processi spinosi.

Dopo le prime due sedute la paziente mi ha informato che da quando avevamo iniziato la terapia  aveva dormito meglio la notte, i suoi risvegli notturni erano quasi passati del tutto, la notte passava senza che si svegliasse per i sintomi di dolore,  arto freddo, o sintomi di tipo vascolare.

Avute queste notizie sono passato dal trattamento Riflessologico plantare alla terapia Massofisioterapica con esercizi di Stretching mirati a rinforsare la muscolatura della parte superiore del corpo;

  1. Rotazione delle spalle avanti e indietro;
  2. Elevazione delle spalle in alto ed in basso poi alternate;
  3. Stretching del dorso e del muscolo pettorale;
  4.  Estensione del dorso con le braccia lunghe a spingere  con la punta delle dita verso l’alto, alternando poi un braccio alla volta per almeno tre volte abbinando la respirazione diaframmale;
  5. Mobilizzazione delle spalle;
  6. Mobilizzazioni del collo.

Tutti questi esercizi, perché siano efficaci, devono essere supportati dalla respirazione posturale.

Nel prossimo articolo vi informerò dei risultati avuti attraverso questo tipo di tecniche.