Dermatite atopica e riflessologia plantare

Parliamo di nuovo del caso di Alessandro, un giovane di quattordici anni affetto da una dermatite atopica di notevole entità, di cui avevo parlato in questo articolo.
Nelle immagini sottostanti ecco come si presentava il paziente all’inizio del trattamento.

Trattamento della dermatite Atopica con la Riflessologia Plantare

Dopo due mesi di trattamento ecco come si presenta il paziente rispetto a prima.
Dermatite Atopica e riflessologia plantare: trattamento di un giovane paziente
Cura di un caso di Dermatite Atopica con la terapia plantareMolta dell’irritazione dovuta alla dermatite si è attenuata, il rossore in certe parti del corpo non c’è più e le croste  sono scomparse quasi del tutto, si potrebbero avere ulteriori miglioramenti se il paziente fosse seguito da un nutrizionista, in questo caso la madre gioca un ruolo fondamentale sotto molti punti di vista, lei decide quello che si deve o non si deve fare,  non reputa che l’alimentazione sia importante e decide quello che deve mangiare.

È un controsenso che ci sia questa situazione dopo che per dieci lunghi anni non avevano visto  risultati così significativi, dove di fronte all’evidenza  si è creato un atteggiamento di sfida nei miei confronti. Può sembrare paradossale quello che sto dicendo, la madre nel momento in cui il figlio ha iniziato ad avere miglioramenti importanti sul suo stato, si comporta verso di esso e verso le cose che sta facendo in maniera distruttiva. Quando abbiamo iniziato a lavorare con la Riflessologia plantare e con il massaggio linfatico, ha avuto un atteggiamento accogliente verso queste terapie, nel momento in cui le cose stavano migliorando il suo comportamento è cambiato, è diventata scettica verso la terapia Riflessologica, ed ha  iniziato una polemica su tutto quello che stavo facendo.

Anche il suo rapporto nei miei confronti è cambiato, così come quello con il  figlio e dimostra irritazione per le  cose che lui fa , il tipo di sport che pratica, la musica che ascolta o che suona con la chitarra , e ogni volta che ha dei miglioramenti non sembra che lei ne sia felice. Ho capito che migliorare la malattia esclude quello che c’era prima tra lei e il figlio, crede che il figlio ( lo tratta come se fosse ancora un bambino e invece ha quattordici anni) non abbia più bisogno di lei, la vive come un distacco da lui, penso che il suo desiderio sia di vederlo malato, così lei avrà la possibilità di poterlo continuare a curare come desidera. Sembra assurdo ma succede anche questo. Basti pensare che il padre da giovane era un atleta mezzofondista  il figlio ne sta seguendo le orme con ottimi risultati, ma questa cosa la disturba non la sopporta, mi sono accorto che tutto quello che fa riferimento al padre lo vive con rifiuto verso il figlio anche con commenti verbali pesanti, cerca di scoraggiarlo nelle cose che fa.
Ho fatto questo breve racconto per spiegare e far capire ai lettori quanto sia importante l’atteggiamento e il condizionamento nel risultato finale verso la guarigione.